Post totalmente privo di sovrastrutture strategico-diplomatiche.
Io non so se il governo Monti è la punizione per qualche peccato originale dal quale il popolo italiano non si è mai liberato; o se è una soluzione che tranquillizza i politici, come certi scandalosi 0-0 di fine stagione (ma di calcio in questi ultimi giorni ho parlato anche troppo) che tranquillizzano presidenti, allenatori e giocatori esauriti ma fanno imbufalire il pubblico pagante; o se piuttosto nasce da complicate macchinazioni che coinvolgono la BCE, la Spectre, il Dott. No, Macchia nera e Cattivik (certo che pensarla come Scilipoti si fa molta fatica ma viene la tentazione); o se magari è una tappa inevitabile sulla via della purificazione, come quando ci si deve reincarnare da mosca olearia (che tanto dura un paio di giorni) prima di poter beccare la reincarnazione vincente; o se piuttosto è una tappa ancor più inevitabile sulla via della deriva entropica della politica italiana e dell'Italia tutta (Roma ed Atene che una volta diffondevano saggezza e progresso e oggi diffondono titoli-spazzatura); o se, vedi tu, è una riedizione del governo-Badoglio senza nessuna speranza di voltare le spalle ai tedeschi, ora come allora convinti di trascinarci nella loro visione della storia e dei rapporti internazionali.
Non lo so e preferisco non domandarmelo.
Vedo ogni giorno di più che la medicina che questi mestieranti alchimisti stanno allestendo è non solo amara ma presumibilmente letale per l'economia reale (fatta di una miriade di piccoli imprenditori che si chiedono ogni giorno di più chi glielo faccia fare e da una ristretta categoria di imprenditori medio-grandi che troverà sempre il modo di venire a patti con lo Stato con reciproca soddisfazione), per le garanzie di occupazione (ma l'Italia non era una Repubblica fondata sul lavoro?) e di minima tutela del potere d'acquisto dei salari.
Questo governo fa riferimento a una popolazione di produttori-consumatori e non di cittadini dotati di diritti.
A Monti, Martone e Fornero faccio una semplice richiesta: limitatevi a fare danni che tanto quello non possiamo impedirvelo, ma almeno evitate di aggiungere anche le beffe con proterve e immonde dichiarazioni pubbliche.
Grazie.
Un'altra differenza fra i tuoi due maitres à pensèr è che Chiesa ha delle solide radici giornalistiche mentre il buon Beppe (per cui pure continuo a provare una stima che sconfina nell'adorazione) continua ad autosegregarsi nel ruolo del giullare (ruolo nobilissimo, anzi Nobelissimo se pensiamo a Dario Fo che parla a 85 decibel anche quando deve ordinare un cappuccino al bar) e delle volte esprime opinioni sincere e leali ma di difficile decrittazione (sull'assurdità della concessione della cittadinanza a chi è nato in Italia non riesco neppure ad essere in disaccordo perchè non riesco a capirne l'articolazione).
Il sottile ironico fioretto di Chiesa credo punga e ferisca più della sarcastica e a volte anche fin coprolalica sciabola di Grillo.
Quanto agli splogs (essendo più d'uno) ho imparato a mie spese che cercare di farli scomparire con strategie di attivo arginamento ne moltiplica la presenza, e la soluzione migliore è ignorarli visto che poi passano da soli.
L'ultimo sciame di splogs mi ha consentito, attraverso una tortuosa catena associativa, di riscoprire un dimenticato P'Aco Dalcatraz che forse è in Via Indipendenza che cerca ancora delle scarpe alla sua altezza.
E quindi non tutto il male viene per nuocere.
Non credo: 'sta gente al governo è sottilmente criminale, ma non tanto deficiente da non capire che un consumatore privo di soldi non consuma più.
Ed ora cuccati, sull'argomento, questo sarcastico e crudissimo monologo di Giulietto Chiesa.
p.s.: sepolti sotto la solita valanga di splog, troverai miei commenti anche ai due precedenti tuoi articoli.


