Elogio dell'entropia

Con un cucchiaio di legno scavo nella mia storia ma colpisco un po' a casaccio perché non ho più memoria.

Esiste Dio?

Certo credere che lassù esista un vecchio con la barba bianca come ce lo raffiguravano al catechismo propedeutico alla Prima Comunione, beh... può fare piacere.

Certo immaginare che esista un senso ultimo alle nostre sofferenze di esseri umani, al nostro misero arrabattarci sopra una sfera rocciosa che percorre lo spazio a 30 chilometri al secondo e ruota su se stessa a una velocità di almeno 4 volte superiore a quella di una Formula 1 in pieno rettilineo di Monza, spegne l'orrore della coscienza di quanto piccoli e stronzi siamo rispetto all'enormità e alla complessità dell'Universo.

Certo pensare che tutto quello che succede sia l'adempimento della volontà di un Essere Superiore è confortante, sapendo che il suddetto, in cambio della modica mercede della nostra piena fiducia in Lui, provvederà al nostro sostentamento alimentare ed economico (i protestanti pensano che chi è povero, malato o affamato sconta l'ira divina nei suoi confronti... i cattolici sotto sotto lo pensano anche loro ma non possono dirlo in pubblico).

Certo confidare nell'Essere Superiore ci lascia più tempo e spazio per dedicarci ad attività mentalmente meno angosciose del chiederci che senso abbia stare al mondo una manciata di anni per invecchiare e morire (ammesso che non si finisca sotto un TIR a 13 anni).

Certo tutte le culture, nessuna esclusa, anche le più primitive, hanno coltivato l'idea di Dio. Ma coltivare un'idea significa che l'oggetto di questa idea è realmente esistente, o puramente e semplicemente che quell'idea ci aiuta a sopravvivere? Qualunque ricercatore di psicologia della percezione potrebbe spiegarvi che i nostri sensi ci ingannano quotidianamente e ci danno un'immagine del nostro ambiente circostante che non è necessariamente reale, ma solo utile.

Tutti gli esseri umani parlano. Tutti gli esseri umani hanno l'impulso a crescere e a moltiplicarsi (cioè a mangiare e trombare, come semplificava Benigni in uno dei suoi più riusciti spettacoli). Tutti gli esseri umani fanno i conti con l'idea di Dio.

Marx è noto a molti quasi esclusivamente per i suoi slogan, tipo "Proletari di tutto il mondo unitevi", "Un fantasma percorre l'Europa" e "L'uomo ha creato Dio a sua immagine e somiglianza".

Quest'ultimo aforisma è una forma di ripunteggiatura della sequenza di eventi, dello stesso tipo dell'immaginare il topolino di un laboratorio di etologia che si vanta con suo cugino che nottetempo lo va a trovare "Sai Gigio (perchè quasi tutti i topi fra loro si chiamano Gigio, lo sapevate?), ho addestrato il mio sperimentatore. Ogni volta che abbasso una levetta lui mi dà un pezzetto di formaggio.".

E' Dio che ha creato l'uomo o viceversa? E' possibile che i creazionisti debbano rinnegare centocinquant'anni di prove inconfutabili in favore dell'evoluzionismo per la paura fobica dell'idea di essere degli scimmioni appena un po' più evoluti dei gorilla (e neanche sempre...)? Poi sono loro i primi a criticare gli integralismi islamici, ma neanche Osama fa una lettura così ottusa del Corano come loro la fanno della Bibbia.

Alla fine mi viene da dire che Dio esiste, come esiste l'amore, la solidarietà, la generosità, come anche pure l'alterigia, l'odio, l'invidia, la gelosia. Dio come idea e come sentimento fa parte della storia dell'umanità.

Non mi disturba l'idea che la maggior parte degli esseri umani non riescano a sopravvivere senza coltivare l'idea di Dio.

Mi disturba, però:

  1. Il fatto che in nome della propria immagine di Dio si uccida, si aggredisca, si prevarichi chi ha un'immagine diversa;
  2. Il fatto che la fantomatica "parola di Dio" sia usata per giustificare o accentuare sperequazioni, ingiustizie, malefatte, speculazioni e intrallazzi privati;
  3. Il fatto che il Vaticano tratti lo stato italiano come se fosse una teocrazia medievale;
  4. Il fatto che il Papa debba essere un personaggio mediaticamente così sovradimensionato sia che ne abbia le prerogative (Wojtyla) sia che "meglio non parlarne" (Ratzinger).

 

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In realtà molti filosofi e pensatori laici ma con sprazzi di misticismo (Baruch Spinoza in primis, Gregory Bateson in ultimis)) hanno già da tempo risolto il problema immaginando un Dio immanente piuttosto che trascendente, coincidente e corrispondente con la Natura e nato insieme ad essa, ma non come creatore esterno bensì come co-esistente.


A quell'ineffabile Dio, ogni tanto rivolgo un muto dialogo che non è preghiera nè celebrazione ma comunque ne riconosce l'esistenza.


Buon anno a tutti.

Anche il niente esiste. L'ha inventato Dio.Ma tu dici Dio e dici quello Cristiano o Dio, uno qualsiasi, purchè qualcosa dopo la morte.Io uso questo semplice ragionamento. Se non esiste spirito, essenza, anima, insomma qualcosa di noi che resta dopo la morte e si fonde con l'assoluto, il divino, un Dio qualsiasi, allora la vita di Hitler e quella di Gandhi sono perfettamente equivalenti. Certo, storicamente no, ma in uno spazio sufficientemente lungo di tempo (come diceve Tyler Durden) il valore di tutti i personaggi storici torna a 0. E comunque, se anche così non fosse, per Hitler e Gandhi, per i quali abbiamo assunto che spiritualmente non sono mai esistititi e non esistono tutt'ora, da quando sono morti, sono spariti anche nelle altre 2 rilevanti dimensioni, quella organica e organizzata del corpo e quella della mente. Quindi FINE. O assoluto. Ora questo è cinico, è spaventoso e può essere anche reale e allora sarebbe tremendo, ma fa niente. Rimane però il fatto che diventa impossibile, in questo modo, vivere al di fuori di dimensioni soggettive (potere, sesso, possesso, autoconservazione). In quanto dato per scontato che esiste solo l'organico e il mentale, non rimane che dedicare tutto ad essi. Quindi necessariamente, DIO, in qualsiasi forma, deve esistere. ;-) Certo poi io ho il mio assima: Le religioni sono l'applicazione della fede. L'uomo deve perseguire la fede senza confinarsi nelle religioni. 
Dio esiste, se non altro quanto esistono i pensieri e le sensazioni.
E fa di tutto per farci dimenticare che siamo piccoli abitanti
di un pianeta blu sperduto nello spazio.

Io distinguo tantissimo la Chiesa dal Vaticano.
Trovo la prima rifugio delle persone, che rispetto pur non praticando;
il secondo espressione di autentico potere (senza confini).
Ma mai come ora difendo il Vaticano (pur non condividendone le opinioni):
alternativamente protagonista di una "guerra santa" (che stiamo vivendo nel mondo)
e di coerenza di opinione e monito etico per il "circo politico italiano".

Sono stato subito attratto dal nome del tuo blog...Leggendo i post mi sono promesso di ritornarci, è molto interessante. Io sono nuovo di Leonardo, se ti va passa a trovarmi. Ciao

Io sono profondamente credente ma non posso dire in Dio, perchè non è il Dio vendicatore, quel signore con barba e sguardo da " vieni qui che ora ti sistemo io " al quale credo. Posso dire che non credo nelle chiese o meglio nell'uso che le chiese fanno delle religioni. Io penso che l'unione di ogni cosa esistente, visibile e invisibile, tutto compreso, sia la manifestazione di un qualcosa che chiamiamo Dio. Ma ho le idee confuse, sono sempre alla ricerca della mia verità. I miei studi vagano dall'antroposofia all "Cosmogonia dei Rosacroce", dai Maia alla New Age; dai Dogon alle tribù indiane. Cerco, cerco sempre, perchè credo, credo appassionatamente.

Poi credo anche in fatine, gnomi, folletti,....ma quella è un'altra storia.......

A me disturbano le organizzazioni delle religioni, non la religione in sé o l'idea di Dio. Idea-realtà, lasciamola a Platone e alla sua filosofia. Io credo profondamente in Dio, credo e sento la presenza di cose ultraterrene, senza che necessariamente mi siano utili e appoggio nella vita e nelle magagne quotidiane. Certo conforta sapere di non essere soli, ma ci sono momenti di amore provato talmente forti che non posso pensare che sia qualcosa di umano, terreno, finito. E sento così fortemente da dover ricondurre tutto a qualcosa di infinito, ultraterreno, divino.
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